Oltre alla famigerata assicurazione da pagare annualmente e la necessità di possesso della patente prima di potersi mettere alla guida, un’altra tassa è obbligatoria per poter circolare tranquillamente in tutto il territorio italiano. 

Potenzialmente si potrebbe decidere di non pagarlo, perché in caso di controllo delle forze dell’ordine non scatterebbero multe, ma il bollo per la moto e autovetture è una tassa obbligatoria che annualmente andrebbe pagata. 

Nel caso in cui risultassimo essere negligenti con il passare degli anni vedremo pervenirci a casa una cartella esattoriale che ci comunica la nostra mancanza. Quindi, volente o nolente, questa famosa tassa di possesso va pagata in qualsiasi regione italiana.  

Il pagamento del bollo per la moto viene calcolato in base alla potenza dello stesso: questa viene espressa in CV o Kw e ovviamente cambia da motore in motore. 

Per poter effettuare il pagamento stesso del bollo per la moto si può tranquillamente fare online, sul sito dell’agenzia delle entrate, ma anche recandosi presso qualsiasi ufficio ACI presente sul territorio italiano. Ma come e cosa potere fare per sapere l’importo corretto da pagare? 

Quanto dobbiamo pagare 

Calcolare il prezzo del bollo delle auto o del motore non è cosa che possiamo fare prendendo semplicemente carta e penna. A tal proposito il sito dell’Agenzia delle Entrate (ma anche quello dell’ACI) ci permettono tranquillamente di sapere qual è l’esborso da effettuare: basta inserire infatti i dati del veicolo e il gioco è fatto. Ci apparirà infatti una schermata molto chiara e semplice che ci indica con precisione l’inizio della decorrenza, la fine della stessa, eventuali sanzioni in caso di ritardo e ovviamente la somma complessiva da versare. 

Da sottolineare, invece, che le moto elettriche non hanno l’obbligo di pagare il bollo per i primi cinque anni dalla loro immissione sul territorio. Prezzi ridotti, invece, si hanno per i possessori di veicoli storici. 

Calcolo bollo del bollo per la moto tramite sito Agenzie delle Entrate

Il calcolo del bollo della moto attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate si esegue nello stesso modo di quello per le automobili, compilando i campi previsti dal modulo online con l’indicazione della potenza del veicolo in Kw.

Il sito dell’Agenzia propone due modalità:

  • La versione semplificata: tramite l’inserimento solo del numero di targa;
  • La versione completa: tramite l’inserimento del numero di targa, della regione di residenza, del mese e anno di scadenza del bollo, dei mesi di validità e dell’eventuale codice di riduzione.

Premendo il tasto “invio”, il sistema risponde con la tariffa applicata per il veicolo. È bene specificare che prima di compilare i campi , bisogna accertarsi di aver selezionato la voce “Categoria del veicolo” e successivamente “02” per i motoveicoli o 04 per i ciclomotori.

Calcolo bollo moto tramite sito dell’ACI

calcolo bollo moto

Un metodo alternativo all’Agenzia delle Entrate è calcolare il bollo per la moto attraverso il sito dell’ACI (Automobile Club Italia). Il modulo è leggermente diverso e richiede l’inserimento delle seguenti informazioni:

  • Tipo di pagamento: rinnovo di pagamento, prima immatricolazione, veicolo reimmatricolato, rientro da esenzione, riacquisto di possesso, targa prova, integrazione per complessi, pagamento integrativo, pagamento anticipato;
  • Regione di Residenza;
  • Tipo di veicolo: autoveicoli, rimorchi, motoveicoli, ciclomotori, minicar;
  • Targa;
  • Codice di sicurezza.

La Legge di Bilancio 2019 prevede un contributo per l’acquisto dei veicoli elettrici o ibridi nuovi e di potenza pari o inferiore a 11 kW per le categorie L1 ovvero veicoli a due ruote di cilindrata fino a 50 cc e con velocità massima di 45 km/h e categoria L3 ovvero veicoli a due ruote di cilindrata superiore a 50 cc e con velocità massima superiore a 45 km/h. il contributo riconosciuto per l’acquisto di motocicli ecologici nuovi è pari al 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3000 € a fronte di una rottamazione di un veicolo delle stesse categorie – moto o scooter – omologate Euro 0, Euro 1 o Euro 2.

Se si hanno dei dubbi se il bollo è stato pagato esiste un link apposito sul sito dell’Agenzia delle Entrate che permette di visualizzare lo stato dello stesso. Il problema, al momento, è che questo servizio viene offerto solo per poche regioni: Sicilia, Marche, Valle d’Aosta, Sardegna e Friuli Venezia Giulia ma non è da escludere che nel giro di qualche mese tale servizio possa essere esteso tranquillamente a molte altre regioni. 

In ogni caso se non si è residenti di una di queste regioni si può tranquillamente fare visita all’Aci e chiedere il resoconto della nostra situazione. 

Le agevolazioni sul bollo delle auto d’epoca

Per le moto di “età” compresa tra 20 e 29 anni possono godere della riduzione del 50% del bollo o tassa di circolazione. Il contributo è esteso ai motocicli elettrici e ibridi.

I motoveicoli di interesse storico e collezionistico con un’anzianità di immatricolazione da 20 a 29 anni devono, però, essere corredati del Certificato di Rilevanza Storica il cui riconoscimento è riportato anche sulla carta di circolazione. Il Certificato di Rilevanza Storica è considerato valido solo se rilasciato dal Registro Storico FMI o da altro Registro Storico riconosciuto dal Codice della Strada.

Quali sono i prezzi in linea generale 

L’ex tassa di circolazione per le moto, come abbiam detto ormai ribattezzata con la parola bollo, viene calcolata in base alla potenza dello stesso espressa in Kw. Per tutti i veicoli che hanno una potenza inferiore a 11 la tassa di possesso ha un prezzo fisso che varia da regione in regione. Un esempio che possiamo citare è quello delle Marche dove il prezzo è fissato sui 20.63€ con l’aggiunta di 0.88€ ogni Kw oltre l’11 di base. 

Piccolo capitolo dolente è quello inerente alle sanzioni pecuniarie in caso di ritardo. Ecco nello specifico quali sono gli aumenti: 

  • In caso di ritardo che oscilla tra i quindici e i trenta giorni il supplemento sarà dell’1,5% rispetto al prezzo di base dell’imposta;
  • In caso di ritardo che va dal trentunesimo giorno al novantesimo l’aumento sarà dell’1,67%;
  • In caso di ritardo che va dai tre mesi all’anno solare la sanzione sarà del 3,75% rispetto al prezzo iniziale;
  • Superato l’anno l’aumento sarà addirittura del 30% rispetto al costo di base con un ulteriore supplemento dell’1% ogni semestre di ritardo.

Riassumendo il principio di dover pagare un’ulteriore tassa non fa certamente piacere. È pur sempre una spesa supplementare che nell’ambito di un bilancio familiare precario può avere diverse sfaccettature ma purtroppo non ci si può tirare indietro. Anche perché se non la paghiamo oggi, la pagheremo domani con gli interessi. Conviene tardare?

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group